Grotta Dell'Acqua Villaggio

ISOLE TREMITI

Nel mezzo del mare Adriatico affiorano le Isole Tremiti, un concentrato di bellezze naturali e fascino storico. L’arcipelago delle Tremiti dista 22 Km. dalla costa garganica ed è costituito da 3 isole principali: San Domino, San Nicola e Capraia, dalla piccola isola di Crepaccio e dai numerosi scogli e spuntoni.

Vista delle Isole Tremiti

Famose per la cristallina trasparenza del mare, le deliziose calette, la fresca pineta, le grotte e gli strapiombi sul mare. Le Tremiti sono le isole più incantevoli dell’Adriatico, costituiscono un vero e proprio angolo diparadiso tutto da scoprire.

 

Le Isole, sono storicamente conosciute anche come Diomedee perchè' secondo la leggenda, fu Diomede a fondare la prima comunità: il valoroso eroe dell'Iliade dapprima popolò il Subappennino Dauno ed il Gargano poicontinuando la sua esplorazione approdò sulle Isole fondando appunto le DIOMEDEE.
Diverse narrazioni sono accomunate nel collocare il luogo della scomparsa dell'eroe nell'Arcipelago dell'Adriatico.
Alcune parlano della morte avvenuta in seguito ad un naufragio, ma la versione più comune della leggenda narra del ritiro di Diomede, insieme ai suoi compagni, sull'arcipelago dove l'eroe andrà incontro alla morte.

 

Le Tremiti rappresentano un piccolo angolo di paradiso che attrae ogni anno migliaia di turisti grazie al mare limpido, i fondali puliti, il clima gradevole, l'aria pura, la vegetazione rigogliosa, la natura ancora selvaggia ed incontaminata, le baie e i promontori, le coste basse e sabbiose, ma anche alte e rocciose con falesie a strapiombo sul mare.

arcipelago delle Isole Tremiti

Tra un tuffo in acque cristalline e un bagno di sole in una delle tante romantiche calette c’è tanto da scegliere. Sembra una meta esotica. Quasi non ci si crede, guardando le trasparenze dei fondali, dalle sfumature di verde chiaro, blu e turchese, che sia mare Adriatico.

Vista Isole Tremiti mare

I Gabbiani e la Leggenda

Sull'isola di San Nicola vi è una antica tomba di epoca ellenica, chiamata ancora oggi la Tomba di Diomede. Dopo la sua morte la Dea Venere, per compassione verso il dolore dei compagni di Diomede li trasformò in uccelli, le Diomedee appunto, affinché facessero la guardia al sepolcro del loro re.

Ancora oggi le Diomedee continuano a piangere affranti la scomparsa del loro condottiero e, di notte, è possibile udire i loro garriti, simili ai vagiti di un bimbo.

Le Diomedee, in effetti, sono una particolare specie di gabbiani che si distinguono per la loro singolare vocalità. Aristotele racconta che essi accoglievano con amicizia i greci e con aggressività i barbari, come se riuscissero a distinguere tra buoni e cattivi. 

isole tremiti approdo

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